“Ma se installo il fotovoltaico oggi, quanto mi pagano l’energia che vendo in rete?” È una delle domande più frequenti che ci sentiamo fare, ed è anche una di quelle su cui circolano più informazioni vecchie e fuorvianti. Lo Scambio sul Posto — il meccanismo che molti ricordano — per i nuovi impianti non esiste più. Al suo posto c’è il Ritiro Dedicato (RID), gestito dal GSE, con regole, prezzi e tempistiche diverse.
In questa guida aggiornata al 2026 ti spieghiamo in modo chiaro: cos’è il RID, quanto paga davvero il GSE per ogni kWh che immetti in rete, come si attiva e come si dichiara nel 730. Senza giri di parole, e con un caso reale per capire quanto vale in euro.
Cos’è il Ritiro Dedicato (RID) del GSE
Il Ritiro Dedicato è il meccanismo con cui il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) acquista l’energia elettrica che il tuo impianto fotovoltaico immette in rete quando produce più di quanto stai consumando in quel momento.
In pratica:
- Il tuo impianto produce energia
- Quella che usi subito in casa è autoconsumo (massimo risparmio)
- Quella che non usi viene immessa nella rete elettrica nazionale
- Il GSE ti paga per ogni kWh immesso, in base a prezzi predefiniti
Il pagamento avviene tramite convenzione annuale sottoscritta con il GSE, con liquidazione delle somme con cadenza tipicamente trimestrale. È un’entrata netta, separata dal risparmio in bolletta.
La fine dello Scambio sul Posto (SSP): cosa è cambiato
Fino a qualche anno fa il meccanismo principale era lo Scambio sul Posto: l’energia immessa veniva “scambiata” con quella prelevata dalla rete in altri momenti, con una compensazione economica calcolata su base annuale.
Dal punto di vista del proprietario, lo SSP aveva un grande vantaggio: l’energia ceduta valeva quasi quanto quella acquistata in bolletta, perché il calcolo si basava anche sul prezzo della corrente che avresti pagato al fornitore.
Questo meccanismo, però, è stato progressivamente superato. Per i nuovi impianti entrati in esercizio dal 2024 in poi, lo SSP non è più accessibile: si passa al Ritiro Dedicato. Le ragioni sono prevalentemente tecniche e regolatorie (semplificazione, allineamento ai prezzi di mercato, transizione verso le Comunità Energetiche).
| Aspetto | Scambio sul Posto (SSP) | Ritiro Dedicato (RID) |
|---|---|---|
| Disponibile per nuovi impianti | No (chiuso ai nuovi dal 2024) | Sì |
| Logica economica | Compensazione (scambio energetico) | Vendita a prezzo di mercato / PMG |
| Valore dell’energia immessa | Vicino al prezzo di acquisto | Più basso del prezzo di acquisto |
| Periodicità liquidazione | Acconti trimestrali + conguaglio | Liquidazione tipicamente trimestrale |
Il punto chiave: con il RID la cessione in rete vale meno rispetto allo SSP. Questo non rende il fotovoltaico meno conveniente — anzi: spinge a massimizzare l’autoconsumo, che resta la voce di gran lunga più redditizia.
Quanto paga il GSE per l’energia immessa nel 2026
Veniamo ai numeri, che è quello che interessa di più. Per il 2026 il Prezzo Minimo Garantito (PMG) di riferimento per gli impianti fotovoltaici fino a 1 MW è di circa 47,5 €/MWh, ossia 0,0475 € per ogni kWh immesso.
Tradotto in pratica: per ogni 1.000 kWh che immetti in rete, il GSE ti riconosce circa 47,50 €.
| Energia immessa | Compenso PMG 2026 indicativo |
|---|---|
| 500 kWh | ~ 24 € |
| 1.000 kWh | ~ 48 € |
| 2.000 kWh | ~ 95 € |
| 3.000 kWh | ~ 143 € |
Sembrano cifre modeste, ed è proprio per questo che il vero vantaggio del fotovoltaico oggi sta nell’autoconsumo (e non nella vendita in rete).
PMG vs prezzo zonale orario: come funziona davvero il calcolo
Il GSE applica due possibili modalità di valorizzazione dell’energia immessa:
1. Prezzo Minimo Garantito (PMG)
È un prezzo “soglia” definito da ARERA: indipendentemente dall’andamento del mercato, il GSE garantisce almeno questo importo per kWh agli impianti residenziali e di piccola taglia (fino a 1 MW). Per il 2026 si attesta intorno ai 47,5 €/MWh.
2. Prezzo zonale orario
È il prezzo effettivo che si forma sul mercato elettrico, ora per ora, nella zona geografica in cui il tuo impianto è installato. Varia continuamente: di notte (poca domanda) può essere bassissimo; nelle ore di punta sale.
Il GSE, a fine anno, confronta i due valori sul tuo impianto e riconosce il più alto dei due: in genere il PMG fa da rete di sicurezza per i piccoli impianti residenziali, mentre per gli impianti più grandi il prezzo zonale può essere vantaggioso nelle annualità con prezzi medi alti.
E gli impianti già attivi con lo Scambio sul Posto?
Una delle confusioni più frequenti riguarda chi ha già un impianto in Scambio sul Posto. La regola, in sintesi, è:
- Gli impianti con convenzione SSP attiva prima della chiusura mantengono il meccanismo fino alla scadenza naturale o a una scelta volontaria di cambio
- Le nuove convenzioni SSP non sono più sottoscrivibili per gli impianti entrati in esercizio dopo il 2024
- Chi fa revamping o ampliamento di un impianto SSP esistente deve verificare con cura se l’intervento comporta o meno il passaggio al RID — è un punto delicato
Approfondiremo il tema specifico degli impianti vecchi nell’articolo Scambio sul Posto cessato: cosa fanno gli impianti già esistenti nel 2026.
Esempio pratico: quanto guadagni con il RID in un anno
Mettiamo qualche numero concreto. Famiglia tipo a Treviso con impianto da 6 kW + accumulo 10 kWh sulla prima casa.
Produzione e ripartizione tipica
- Produzione annua: ~ 6.600 kWh
- Autoconsumo grazie alla batteria: ~ 75% → 4.950 kWh consumati direttamente
- Energia immessa in rete: ~ 1.650 kWh
Valorizzazione economica annua
| Voce | Calcolo | Valore |
|---|---|---|
| Risparmio bolletta (autoconsumo) | 4.950 kWh × ~0,28 €/kWh | ~ 1.386 € |
| Ricavo RID (energia immessa) | 1.650 kWh × 0,0475 €/kWh | ~ 78 € |
| Totale anno | — | ~ 1.464 € |
Lettura chiave dell’esempio: il RID rappresenta solo il 5% circa del beneficio economico totale dell’impianto. Il restante 95% arriva dall’autoconsumo. Ecco perché la strategia vincente non è “vendere tanto”, ma autoconsumare il più possibile.
La regola d’oro: 1 kWh autoconsumato vale 5-7 kWh venduti
Approfondiamo il punto, perché è il messaggio più importante del fotovoltaico nel 2026.
- Ogni kWh che autoconsumi vale ~ 0,28 € (il prezzo che pagheresti in bolletta)
- Ogni kWh che vendi al GSE con il RID vale ~ 0,0475 €
- Rapporto: circa 5,8 a 1
Per questo motivo, dimensionare un impianto su misura rispetto ai tuoi consumi reali e aggiungere una batteria di accumulo intelligente è molto più redditizio che “sovradimensionare” sperando di guadagnare dalla vendita. Più strategie pratiche le trovi nell’articolo Come massimizzare l’autoconsumo: 7 strategie per non vendere energia al GSE a basso prezzo.
Come si attiva il Ritiro Dedicato con il GSE
L’attivazione del RID è una procedura standard, che noi gestiamo per i nostri clienti, ma che è utile conoscere nei passi principali.
1. Connessione alla rete (preliminare)
Subito dopo l’installazione, si avvia la pratica di connessione con il distributore locale (E-Distribuzione, Areti, Unareti, ecc.). Si ottiene il POD e il tipo di connessione idoneo (in genere “scambio sul posto” cessato e oggi “monodirezionale per produzione” + “bidirezionale” sul prelievo).
2. Registrazione al portale GSE
Si crea l’utenza GSE associata al codice fiscale o alla partita IVA del titolare dell’impianto. Per i privati l’accesso avviene tipicamente tramite SPID o CIE.
3. Richiesta di convenzione RID
Sul portale GSE si compila la richiesta di Ritiro Dedicato indicando i dati anagrafici, IBAN per la liquidazione, dati tecnici dell’impianto e POD. Il GSE verifica e attiva la convenzione.
4. Avvio della valorizzazione
Da quel momento, ogni kWh immesso viene tracciato dal contatore bidirezionale e riconosciuto economicamente nelle finestre di liquidazione previste.
Come si dichiara il RID nel 730 o nei Redditi
Una domanda frequente: “Devo pagare le tasse su quanto mi paga il GSE?”
La risposta corretta è: dipende dalla taglia dell’impianto e dal tuo status fiscale.
- Per i piccoli impianti residenziali (fino a 20 kW, uso domestico, non commerciale), gli importi del RID sono generalmente considerati non rilevanti fiscalmente in quanto attività non d’impresa
- Per le persone fisiche con impianti più grandi o utilizzo commerciale, i ricavi RID possono diventare reddito tassabile
- Per aziende e partite IVA, i ricavi RID sono ricavi d’impresa a tutti gli effetti, soggetti a IVA e a contabilità ordinaria
Consiglio pratico: conserva sempre i resoconti annuali del GSE e mostrali al tuo commercialista o al CAF. Per la maggior parte delle famiglie con impianti fino a 6-10 kW non ci sono adempimenti particolari, ma è bene farlo controllare. La normativa fiscale può cambiare e la prudenza non costa nulla.
Quando conviene il RID e quando no
Il RID, di per sé, “conviene” sempre nel senso che è meglio prendere qualche centinaio di euro l’anno per l’energia in eccesso piuttosto che regalarla alla rete. Le alternative, però, oggi sono tre:
1. Ritiro Dedicato classico
Soluzione standard, automatica, senza vincoli. Adatta a chi non vuole pensieri e ha un impianto residenziale “tipico”.
2. Comunità Energetica Rinnovabile (CER)
Se nella tua zona esiste o si può creare una CER, l’energia immessa può essere condivisa con altri membri della comunità e valorizzata con un incentivo dedicato dal GSE (fino a 120 €/MWh), molto superiore al PMG. Approfondiamo qui: Comunità Energetiche Rinnovabili 2026: come funzionano e quanto si guadagna.
3. Massimizzazione dell’autoconsumo
Aggiungere una batteria, spostare i consumi nelle ore di sole, sostituire lo scaldabagno con uno a pompa di calore: tutte azioni che riducono l’energia immessa e aumentano il valore di ogni kWh prodotto.
Le tre strategie non sono alternative: spesso la combinazione “autoconsumo massimo + RID o CER per la quota residua” è il punto di equilibrio migliore.
Domande frequenti sul Ritiro Dedicato GSE 2026
Quanto paga il GSE per l’energia immessa in rete nel 2026?
Per gli impianti fotovoltaici fino a 1 MW, il Prezzo Minimo Garantito di riferimento per il 2026 è di circa 47,5 €/MWh, cioè 0,0475 € per ogni kWh immesso. Per gli impianti più grandi si applica direttamente il prezzo zonale orario di mercato.
Lo Scambio sul Posto esiste ancora?
Per i nuovi impianti entrati in esercizio dal 2024 lo Scambio sul Posto non è più sottoscrivibile: si utilizza il Ritiro Dedicato. Gli impianti con SSP già attivo conservano in genere il meccanismo fino alla scadenza naturale.
Devo pagare le tasse sui ricavi del Ritiro Dedicato?
Per i piccoli impianti residenziali a uso domestico (fino a 20 kW circa), gli importi del RID di norma non sono fiscalmente rilevanti. Per impianti più grandi o uso commerciale, è opportuno confrontarsi con un commercialista. Per le partite IVA i ricavi RID sono a tutti gli effetti ricavi d’impresa.
Conviene di più il RID o l’autoconsumo?
Senza dubbio l’autoconsumo. Ogni kWh autoconsumato vale circa 5-7 volte un kWh venduto con il RID. Per questo la strategia migliore è dimensionare bene l’impianto, abbinare una batteria e spostare i consumi nelle ore di sole.
Come si attiva il Ritiro Dedicato?
Si attiva tramite il portale GSE, dopo la connessione alla rete e l’ottenimento del POD bidirezionale. Si registra il titolare, si compila la richiesta di convenzione RID e si indica l’IBAN per la liquidazione. Noi di Energia Solare Srl gestiamo tutta la pratica per i nostri clienti.
Posso passare dal RID a una Comunità Energetica?
Sì. In presenza di una CER attiva nella tua zona, è possibile aderire e valorizzare l’energia immessa con l’incentivo dedicato GSE per le CER (fino a 120 €/MWh), molto più elevato del PMG. È un’opzione interessante in particolare per condomini e piccole comunità.
Conclusione: il RID non è il cuore del fotovoltaico, ma capirlo è essenziale
Il Ritiro Dedicato è il meccanismo standard con cui oggi il GSE compensa l’energia che il tuo impianto immette in rete. Vale pochi centesimi a kWh — molto meno di quanto valeva con lo Scambio sul Posto — ma è comunque un’entrata sicura e automatica, parte del rendimento complessivo dell’impianto.
La cosa importante è non costruire le aspettative sul RID: il vero motore del risparmio è l’autoconsumo. E qui un impianto ben dimensionato, una batteria intelligente e qualche piccola abitudine quotidiana fanno la differenza vera.
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